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Aprire un e-commerce in Italia: la checklist fiscale, dallo zero al primo bilancio

Ogni adempimento in ordine, senza dimenticarne uno: dalla scelta del regime al primo bilancio, dodici mesi dopo. Con i riferimenti normativi accanto a ogni voce — non un parere sul tuo caso, ma la mappa per non arrivare impreparato dal commercialista.

La mappa, in ordine cronologico

Aprire un negozio online, sul piano fiscale, non è un unico atto: è una sequenza di adempimenti che si accende in momenti diversi. Alcuni prima di vendere, altri al primo incasso, altri ancora solo quando cresci o superi una soglia. Qui li mettiamo in fila, dal giorno zero al primo bilancio. Ogni voce cita la norma di riferimento: è il punto di partenza per parlare con il tuo commercialista, non una consulenza.

Fase 0 · Prima di aprire

Il modello, la forma, il regime

Il modello determina tutto il resto. Vendere prodotti tuoi da magazzino (private label) o intermediare senza magazzino (dropshipping, affiliazioni) cambia adempimenti, IVA e primo bilancio. Deciso quello, si sceglie la forma giuridica (ditta individuale, libero professionista con partita IVA, SRL) e il regime.

Regime forfettario. Si applica fino a 85.000 € di ricavi (uscita immediata oltre 100.000 €). Per il commercio il coefficiente di redditività è il 40%: si tassa il 40% dei ricavi. Imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni (start-up), poi 15%. Ci sono cause di esclusione (partecipazioni in società correlate, redditi da lavoro dipendente oltre 30.000 €, prevalenza verso l'ex datore). Il regime forfettario per l'e-commerce →

Punto da valutare caso per caso. Per la vendita di beni non esiste una soglia di importo che faccia scattare l'obbligo di partita IVA: il discrimine è l'abitualità e l'organizzazione (art. 4 DPR 633/1972; art. 55 TUIR). La soglia di 5.000 € spesso citata riguarda i servizi occasionali, non i beni. Non fidarti di una cifra secca trovata online: è una valutazione da fare con il professionista.

Rif.: L. 190/2014 art. 1 co. 54-89 (forfettario) · art. 4 DPR 633/1972 · art. 55 TUIR.

Fase 1 · L'apertura

ComUnica, ATECO, SCIA, INPS

Con la ComUnica apri la partita IVA e, in un solo invio, iscrivi l'impresa al Registro Imprese, all'INPS e all'INAIL. Per l'e-commerce l'iscrizione previdenziale è di norma alla Gestione Commercianti INPS.

Il codice ATECO identifica l'attività. Con l'ATECO 2025 la classificazione è per merceologia e molte Camere di Commercio non accettano più il generico: serve un codice coerente col bene venduto, diverso tra alimentare e non alimentare. Come scegliere il codice ATECO per il commercio online →

Il commercio elettronico richiede poi la SCIA al SUAP del Comune (di norma via ComUnica); per l'alimentare si aggiunge la notifica sanitaria all'ASL. SCIA e notifica sanitaria per l'e-commerce →

INPS Gestione Commercianti 2026. Contributo fisso annuo 4.611,64 € su un minimale di reddito di 18.808 €; aliquota IVS 24,48% (fino a 56.224 €), 25,48% oltre. I forfettari possono chiedere la riduzione del 35%. Scadenze dei fissi 2026: 18/5, 20/8, 16/11 e 16/2/2027. Contributi INPS 2026 per l'e-commerce →

Rif.: Circ. INPS n. 14 del 9/2/2026 · artt. 68-71 D.Lgs. 59/2010 (SCIA) · Reg. CE 852/2004 (alimentare).

Fase 2 · Vendo: incassi e IVA corrente

Corrispettivi, scorporo IVA, liquidazione

Quando vendi a un privato, l'incasso dal processore (Stripe, PayPal, Scalapay, Shopify) è un corrispettivo IVA inclusa: l'imposta va scorporata dal lordo per aliquota. Il commercio elettronico indiretto è inoltre esonerato dalla certificazione dei corrispettivi (niente scontrino), con annotazione nel registro. Come si scorpora l'IVA dai corrispettivi →

Liquidazione IVA. Mensile (versamento entro il 16 del mese successivo) oppure trimestrale su opzione, se l'anno precedente i ricavi non superano 800.000 € per i beni: versamento entro il 16 del secondo mese successivo con l'1% di interessi, più la comunicazione LIPE. I forfettari non liquidano l'IVA. Liquidazione IVA: mensile o trimestrale →

Da verificare ogni anno. Le date esatte 2026 (liquidazioni, LIPE, F24) vanno controllate sul calendario ufficiale dell'Agenzia delle Entrate per lo slittamento dei giorni festivi.

Rif.: art. 27 DPR 633/1972 (scorporo) · art. 2 lett. oo) DPR 696/1996, D.M. 10/5/2019, Risposta AdE 198/2019 (esonero corrispettivi).

Fase 3 · I costi esteri

Reverse charge, autofattura, esterometro

Le fatture di Meta, Google, TikTok sono servizi acquistati da soggetti esteri, territorialmente rilevanti in Italia (art. 7-ter DPR 633/1972): assolvi l'IVA in reverse charge e trasmetti a SdI il documento TD17. L'esterometro autonomo è abolito dal 1° luglio 2022 e integrato in fattura elettronica; l'invio degli acquisti va fatto entro il giorno 15 del mese successivo. Reverse charge e TD17 su Meta e Google Ads →

Per gli acquisti intra-UE di beni si integra con TD18; per i beni già in Italia da fornitore estero (art. 17 co. 2) si usa il TD19.

Punto tra i più delicati. Il dropshipping da extra-UE, quando il bene non transita mai in Italia, apre questioni di territorialità (art. 7-bis) che dipendono dal caso concreto: qui non esiste una risposta unica valida per tutti. È il tipico snodo da portare al commercialista prima di partire.

Rif.: artt. 7-ter, 17 co. 2, 21 DPR 633/1972 · provvedimenti AdE specifiche tecniche fattura elettronica.

Fase 4 · Quando cresci: l'estero

OSS e IOSS

OSS. Per le vendite a distanza B2C verso altri Paesi UE c'è una soglia unica di 10.000 €/anno: sotto, l'IVA resta italiana; sopra (o per opzione) si applica l'IVA del Paese di destinazione versandola tramite il portale OSS dell'Agenzia delle Entrate, con dichiarazione trimestrale (30/4, 31/7, 31/10, 31/1).

IOSS. Per i beni importati e venduti a privati UE di valore fino a 150 €, con dichiarazione mensile. OSS e IOSS: vendere all'estero →

Rif.: artt. 74-sexies e ss. DPR 633/1972 · Dir. UE 2017/2455 · FAQ OSS Agenzia delle Entrate.

Fase 5 · Tutto l'anno

Lo scadenzario

Il ritmo mensile e trimestrale mette in fila: scorporo dei corrispettivi, liquidazione IVA, invio degli acquisti esteri (esterometro in SdI), F24, eventuale INTRASTAT, ritenute e contributi fissi INPS. È qui che un e-commerce affoga: non nei singoli calcoli, ma nel non perderne nessuno.

Da verificare ogni anno. Conferma le scadenze 2026 (IVA/LIPE/INPS) sul calendario ufficiale AdE per i festivi: gli slittamenti cambiano le date effettive di versamento.
Fase 6 · Dodici mesi dopo

Il primo bilancio

Cosa cambia a fine anno dipende dalla forma. SRL: contabilità ordinaria, bilancio con deposito al Registro Imprese, dichiarazione dei redditi (IRES 24%) e IRAP, con la gestione delle rimanenze e del costo del venduto. Ditta forfettaria: niente bilancio né IVA, registro degli incassi e Redditi PF quadro LM (5/15%). Contabilità semplificata: registri IVA e Redditi PF (IRPEF). Il primo bilancio dell'e-commerce →

Rif.: artt. 2423 e ss., 2435-bis/ter, 2478-bis c.c. · L. 190/2014.

Come lo tiene il motore

Il cassetto Fiscale E-commerce di Business Manager importa i corrispettivi dai processori, li scorpora per aliquota, mette in coda le fatture estere da autofatturare (TD17) e costruisce lo scadenzario del mese. Il motore propone e compila; il tuo commercialista supervisiona e deposita. Il campo minato — non dimenticare un adempimento — lo tiene lo strumento; la responsabilità fiscale resta al professionista.

Un limite da tenere presente

Questa è una guida a scopo informativo, non una consulenza. Aliquote, casi particolari e la tua situazione specifica vanno verificati con il commercialista. I riferimenti normativi citati sono il punto di partenza per la conversazione, non un parere sul tuo caso.

Nota importante. Business Manager è uno strumento gestionale e di revisione: non sostituisce il commercialista. I calcoli fiscali sono stime e riepiloghi da verificare; la validazione e il deposito del bilancio restano al professionista. I dati sono cifrati per singola azienda, su server nell'Unione Europea.
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Domande frequenti

Domande su come si apre

Serve la partita IVA per vendere online?

Per i beni non c'è una soglia di importo di legge: conta l'abitualità e l'organizzazione (art. 4 DPR 633/1972; art. 55 TUIR). Un e-commerce strutturato è impresa e richiede partita IVA, Registro Imprese e Gestione Commercianti. La soglia di 5.000 € riguarda i servizi occasionali, non i beni: valutazione caso per caso.

Quali sono i limiti del forfettario per un e-commerce?

Fino a 85.000 € di ricavi (uscita oltre 100.000 €). Per il commercio il coefficiente è il 40%: si tassa il 40% dei ricavi. Imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni, poi 15%. Base: L. 190/2014.

Un e-commerce deve emettere lo scontrino elettronico?

No: il commercio elettronico indiretto è esonerato dalla certificazione dei corrispettivi, con annotazione nel registro. Base: art. 2 lett. oo) DPR 696/1996, D.M. 10 maggio 2019 e Risposta AdE n. 198/2019.

Come si gestiscono le fatture di Meta e Google Ads?

Sono servizi esteri territorialmente rilevanti in Italia (art. 7-ter DPR 633/1972): IVA in reverse charge e documento TD17 a SdI. L'esterometro autonomo è abolito dal 1° luglio 2022; l'invio degli acquisti va entro il giorno 15 del mese successivo.

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